Patrimonio monumentale

Il patrimonio monumentale di Fiumedinisi, è sicuramente uno dei più ricchi del comprensorio ionico.

Uno dei monumenti più importanti, è sicuramente il Castello Belvedere che, situato sulla cima del Monte Belvedere a m. 743 sul livello del mare, domina tutta la vallata ed è visibile anche da molto lontano. La sua posizione strategica permetteva la comunicazione visiva con gli importanti castelli di Scaletta Zanclea e Sant’Alessio Siculo. La fortezza fu realizzata nel IX sec. in periodo di dominazione saracena. In seguito i Normanni adibirono il maniero a residenza del Signore del luogo. Dopo varie vicissitudini e soggetto alle diverse dominazioni che nel tempo diedero al castello diversi proprietari, solo dopo il 1900 il suddetto fu donato dal Duca Giovanni Antonio Colonna Romano Sonnino al Comune di Fiumedinisi.

     

Un altro monumento che ha per Fiumedinisi un’importanza molto rilevante, è il Palazzo della Zecca, che venne costruito nel 1669, ovvero nel periodo più florido per il paese, per l’intensificarsi dell’attività mineraria del territorio. Secondo la tradizione la Zecca dovette funzionare durante il periodo della rivolta anti-spagnola, a causa dell’impossibilità momentanea di poter disporre della Zecca Reale di Messina. Nel XIX sec. il palazzo fu frazionato e venduto per civili abitazioni, tranne nella sua parte principale che è stata acquistata dal comune di Fiumedinisi e recentemente restaurata.

Numerosi sono i monumenti ecclesiastici:

  • Il Santuario Maria SS. Annunziata, Chiesa Madre di Fiumedinisi, è sicuramente la costruzione di carattere religioso più importante, ricca e rappresentativa della storia del paese e risale al XII sec.
    Da un manoscritto del 1594, si evince che in passato era amministrata da due sacerdoti, due diaconi, due suddiaconi e tre ecclesiastici di ordine minore, e sovrintendeva a molte altre chiesette sparse nel territorio.
    Intorno alla metà del XV sec., la Chiesa viene notevolmente ampliata e, nei secoli seguenti, rifinita e arricchita di opere d’arte di grande spessore artistico.
    Le autorità spagnole del tempo dedicarono il nuovo grande tempio alla Beata Vergine della Purificazione, ovvero La Candelora, che veniva festeggiata il 2 febbraio.
    Nel 1635, sul fianco sinistro dell’imponente Chiesa, fu edificato il Campanile.
    Il monumento fu gravemente danneggiato dall’assedio messinese nell’ottobre del 1676 e in seguito, la notte del 25 marzo 1908 a causa di un incendio divampatosi accidentalmente che distrusse molte opere d’arte.
    Dopo il definitivo restauro, la Chiesa fu dedicata a Maria SS. Annunziata e, il 25 marzo 1976, elevata a Santuario Diocesano.
  • La Chiesa di San Pietro, fu edificata presumibilmente nel XII sec., e nel XVI sec. fu notevolmente ingrandita e particolarmente abbellita, tanto da contendere il primato alla Chiesa Madre. È qui che possiamo ammirare il prezioso marmo porfirico, nella realizzazione degli stipiti e dell’architrave della porta laterale destra. Un documento del 1594, vuole la chiesa amministrata da un parroco, da tre Chierici e due sacerdoti sottoministranti. Le opere d’arte, le rifiniture e il tesoro della chiesa, non è da meno di quello della chiesa madre, ma l’elemento che ha un’importanza storica maggiore, è sicuramente il suo Campanile.
  • Il Campanile della Chiesa di San Pietro, è un’antica torre di avvistamento costruita nel XI sec. Si tratta di una delle costruzioni più antiche che si ritrovano nel perimetro urbano ed è caratterizzata dal cornicione e dalle feritoie di stile Arabo-Normanno. Alla fine del XVI sec., dopo l’ampliamento dell’antistante Chiesa di San Pietro, la torre mutò destinazione perché venne costruito un balcone e una grande mensola nel prospetto principale, per dare la possibilità al Governatore di parlare ai cittadini. Solo nel 1710, dopo il completamento dei lavori della nuova Chiesa, la torre fu annessa alla stessa con la funzione di Campanile.
  • La Chiesa di San Nicola di Bari, è senz’altro una delle Chiese più antiche, come testimonia la dedica al santo pugliese. Sorgeva nella via principale dell’antico centro storico e si tramanda che in epoca medievale fosse la Chiesa Madre del paese. La sua importanza deriva dal fatto che per tradizione la Chiesa è depositaria di alcuni pezzi della Vara, ed infatti sul suo sagrato ha luogo la prima funzione della stessa festa, e da qui parte il corteo in costume dei devoti portatori della Vara, unitamente ai bambini destinati a salire sulla stessa.
  • La Chiesa della Beata Vergine del Carmine, fu costruita nel 1769 nel punto più alto del centro abitato. Recentemente la Chiesa è stata restaurata consentendo così il ritorno al culto.
  • In una posizione di dominio sul Torrente, prima di entrare nel paese e vicina al cimitero locale sorge la Chiesa della Madonna delle Grazie, (risalente alla fine del XVII sec.) sul cui Sagrato, per tradizione, vengono benedette le anime dei defunti prima di essere tumulate nel Camposanto.
  • La Chiesa di S. Anna, comunemente conosciuta come “a Nunziatella” fu edificata intorno al XII sec., ma a causa della sua posizione isolata fu più volte vittima di furti sacrileghi e atti vandalici. Venne restaurata e ridotta nelle dimensioni all’inizio del XIX sec. La chiesa comunque, continua a mantenere un ruolo importante durante la festività dell’Annunciazione.
  • Situata in C.da Motta, troviamo la Chiesa di S. Antonio Abate , costruzione rurale modesta e mal ridotta, dalla quale però, si distingue il tipico e caratteristico Portale Secentesco recante l’iscrizione 1660. Nella Chiesa viene celebrata la messa nella ricorrenza del 17 gennaio, anniversario del santo.
  • Un’altra tipica Chiesetta rurale, ricadente in un fondo privato della C.da Santissima è la Chiesa della SS. Trinità, ritenuta dai più un Santuario, perché meta di pellegrinaggio il primo sabato e domenica di settembre, da centinai di anni. La Chiesa, oggi molto modesta e piccola, faceva parte del vicinissimo Convento Carmelitano della SS. Trinità, del quale si intravedono ormai soltanto i ruderi.